Chiuso il ciclo di presentazione del libro “La Grecia Contemporanea (1974-2006)” che ha portato il mio amico e collega Rudy Caparrini alla ribalta nazionale ed internazionale con presentazioni a Firenze, Roma ed Atene, ho pensato di intervistarlo su alcuni dei temi che tratta il libro appena uscito.
Dopo l’intervista a Mario Sklivaniotis, effettuata in collaborazione con lo stesso Rudy, sicuramente l’intervista al nostro collaboratore sarà un altro scoop marchiato Paolo Giusti, ormai famosissimo ragioniere interprovinciale. A parte la simpatica parentesi vi lascio alle domande poste a Rudy.
Nel capitolo introduttivo del volume spieghi chiaramente “Perché questo libro” dal punto di vista scientifico. Puoi, invece, farci sapere il motivo che ti ha spinto a scrivere la dedica “Alla Grecia e ai greci”? Come ben sai, la dedica è sempre e comunque legata a elementi natura personale. E’ risaputo che sono letteralmente innamorato della terra di Grecia e del popolo greco, al quale mi sento molto affine. Nella penisola ellenica ho vissuto un momento molto importante della mia vita, direi decisivo per quello che sono oggi. Nell’agosto del 2001 io e la mia allora fidanzata Sandra trascorremmo una vacanza indimenticabile nella stupenda isola di Creta. Proprio in quei giorni maturò la decisione di sposarci. Da allora, lo studio della Grecia e della cultura ellenica sono stati parte integrante della mia vita. Ogni volta che ho vissuto dei momenti difficili, il semplice fatto di pensare a tutto quanto fa Grecia è stato fondamentale per ritrovare la serenità interiore. Ritenevo di essere in debito nei confronti della Grecia e dei greci e pertanto ho pensato che dedicare loro il libro potesse essere il modo giusto per sdebitarmi. Nel libro descrivi una realtà in grande crescita. Possiamo dire che il fattore decisivo per il salto di qualità della Repubblica Ellenica è stato rappresentato dalle Olimpiadi di Atene 2004? Certamente sì. Il popolo greco è dotato di grandi capacità ma caratterizzato da una certa pigrizia e dal brutto di vizio di non sapersi organizzare in modo lineare. La scadenza dei Giochi ha invece costretto il Paese a realizzare tutte queste infrastrutture che sarebbero state necessarie già prima. Il desiderio di mostrare al mondo la nuova faccia del Paese ha fatto in modo che gli ellenici riuscissero a completare tutte queste opere, che oggi consentono di vedere una nazione radicalmente mutata rispetto a pochi anni or sono. Andreas Papandreou e Costas Simitis, due personaggi cruciali della Grecia contemporanea. Chi dei due preferisci? Due personaggi agli antipodi. Carismatico e capace di infiammare le folle Papandreou. Freddo tecnocrate, schivo e riservato Simitis. Secondo il mio parere, entrambi hanno contribuito a loro modo a far crescere il Paese. Probabilmente, un greco ti direbbe che sentiva più vicino Papandreou per la passione che riusciva a trasmettere nei sui discorsi infuocati, ai limiti del populismo. Dal mio punto di vista, ritengo che Simitis sia da preferire a Papandreou per i risultati ottenuti nel suo mandato. Penso che Costas Simitis sia stato il principale artefice del salto di qualità che la Repubblica Ellenica è riuscita a compiere negli ultimi anni. Nei suoi otto anni di governo (1996-2004) Simitis è riuscito a far ripartire un Paese sull’orlo del collasso, duramente provato da una grave crisi economica che durava dal 1979, applicando una politica degna della migliore socialdemocrazie europea, capace di conciliare sviluppo e crescita con la necessità di risanamento dei conti pubblici. Simitis ha cambiato per sempre il volto della Grecia e credo che i suoi connazionali dovrebbero erigere presto un monumento in onore di questo grande statista, che a mio parere è stato il più bravo uomo di governo a livello europeo degli ultimi dieci anni. Politica a confronto: Italia e Grecia due modi di fare politica completamente differenti. Quali i punti interessanti della giovane Repubblica Ellenica? Direi che sotto il profilo politico la Grecia è senza dubbio una nazione all’avanguardia in Europa, come è generalmente riconosciuto da molti studiosi di politica comparata di livello internazionale (e non solo dal popolo di noi “filoellenici”). Il bipolarismo è reale e le due forze politiche dominanti, Nea Demokratia e Pasok, convergono verso il centro tendendo a marginalizzare le ali più estreme. I grandi partiti sono molto coesi e solitamente il vincitore di un’elezione riesce ad arrivare in fondo alla legislatura. Come spiegava Antonio Ferrari durante la presentazione del mio libro a Roma, fra i due contendenti vi è un profondo rispetto e i toni sono molto pacati. Inoltre, i politici greci presentano uno spessore intellettuale notevole e hanno un’invidiabile padronanza delle lingue straniere. Unica cosa che non mi piace del sistema politico greco è il ripetersi costante dei soliti cognomi nei ruoli di potere, in ciò somigliando all’Italia. Nel complesso, tuttavia, il sistema politico greco pare funzionare meglio di quello italiano. Di solito, quando uno straniero parla del tuo Paese c’è il rischio che venga guardato con sospetto. Come hanno valutato i greci il tuo lavoro? Devo dire che il volume sembra essere molto apprezzato dagli ellenici. Sia le istituzioni sia la gente comune paiono avere valutato in modo positivo il lavoro svolto da me e dai colleghi Vincenzo Greco e Ninni Radicini. L’ho potuto riscontrare personalmente durante le molte presentazioni che ho fatto in Italia e ad Atene. In particolare, che ha letto il libro sembra apprezzare l’equidistanza di noi autori sotto il profilo politico rispetto alle vicende della storia contemporanea del Paese ellenico. Rudy Caparrini e la Grecia: sodalizio o amore? Direi entrambe le cose invertendo l’ordine di come tue le poni: ovvero amore più sodalizio. Ho iniziato a occuparmi della Repubblica Ellenica per passione, spinto dal desiderio di far conoscere a gli italiani il volto moderno di una nazione che mi aveva regalati momenti di grande soddisfazione nella sfera privata. In seguito, dopo avere notato che le pubblicazioni italiana sulla Grecia erano scarse, ho pensato che valesse la pena di approfondire la materia dal punto di vista professionale. Non nego che la possibilità di ottenere certe soddisfazioni occupandomi di una materia che mi appassiona è assai appagante per me. Studiare i fatti della Grecia, oltre che lingua stessa, è ora divenuta quasi un’esigenza, una sorta di necessità di formazione e aggiornamento di tipo continuo. In ogni caso, è sempre comunque l’amore per la terra ellenica ad essere prevalente. Per concludere, parliamo del futuro. Su Mondo Greco, parlando della presentazione della presentazione ad Atene, ti sei impegnato pubblicamente a proseguire negli studi della Grecia contemporanea. Hai già alcune iniziative in mente? Ho tantissimi progetti in embrione che spero di concretizzare a breve. Per ovvie ragioni non posso svelare tutte le mie intenzioni. Mi limito ad annunciare ai lettori e ai colleghi di Mondo Greco che sto pensando a qualcosa che possa conferire valore aggiunto al nostro portale, al quale devo tanto. Mondo Greco si sta ora affermando come punto di riferimento per la cultura ellenica in Italia. credo che tutti noi dovremmo lavorare a fondo per far crescere questa bellissima realtà, che ci sta offrendo l’opportunità di divertirci e di essere utili alla causa della nostra amata Grecia. Il salto di qualità di Mondo Greco sarà quindi la mia prossima sfida e in questo intendo impegnarmi insieme a tutti voi.  |