Prato: Montezemolo benedice MPS
Scritto da Paolo Giusti   
sabato 24 novembre 2007
 Identità di vedute tra il numero uno di Confindustria e il presidente del gruppo senese Giuseppe Mussari
«L’acquisizione di Antonveneta darà benefici alla Pmi»

PRATO. «L’acquisizione di Antonventa da parte del Monte dei Paschi di Siena porterà benefici alle piccole e medie imprese»: c’è identità di vedute tra il presidente del gruppo senese Giuseppe Mussari e il leader confindustriale Luca Cordero di Montezemolo sull’operazione che ha portato la banca padovana all’interno dell’universo bancario Montepaschi, il terzo gruppo italiano dopo Intesa San Paolo e Unicredit. «Abbiamo investito nove miliardi proprio proponendoci l’obiettivo di andare incontro alle esigenze finanziarie di una zona del paese dove esiste un futuro per le Pmi del settore manifatturiero».
Ha dichiarato Mussari nel suo intervento al convegno del Club dei quindici a Prato, «crediamo fortemente in questa scommessa». Una parte del paese, tra l’altro, finora poco presidiata da Mps, ma dove ora la banca di Rocca Salimbeni può contare su mille sportelli in più. Una conferma le parole del presidente del gruppo bancario senese, che ricalcano quanto da lui dichiarato lo scorso 8 novembre, all’indomani dell’ufficializzazione dell’acquisto della banca padovana dagli spagnoli del Banco di Santander. Come d’altra parte l’attenzione del gruppo per il tessuto delle piccole e medie imprese è una ratifica dei commenti che da più parti arrivarono il giorno dell’insediamento di Mps nella città del Santo: difficile per gruppi bancari multinazionali radicare il proprio modello di business in un territorio dove contano molto anche le relazioni interpersonali - si disse e si scrisse qualche settimana fa - Un gruppo italiano avrà più chance di tirare fuori le potenzialità della banca antoniana. Dove gli spagnoli non avevano ancora neanche provato, e prima di loro gli olandesi di Abn Amro si erano fermati, Siena pensa di riuscire a produrre utili: «Siamo certi che l’investimento potrà essere remunerativo», ha affermato il presidente di Montepaschi. Davanti alla platea dei rappresentanti del manifatturiero italiano Mussari ha enunciato il suo programma: trasparenza, flessibilità e qualità. È intorno a queste tre direttrici che il presidente di Montepaschi intende ricostruire il rapporto tra gli sportelli dell’Antonveneta e il mondo dell’impresa. Ma per il rilancio, ha aggiunto, ci sarà bisogno di ripensare l’idea stessa di prodotto: «Non possiamo più ragionare solo nell’ottica del bene prodotto. La ricetta è veicolare servizi attraverso le cose che si producono. L’utilità del bene si ottiene attraverso il servizio che vi si può associare». «Operazione eccellente», conferma Montezemolo, che dopo aver impartito la benedizione del gotha del capitalismo italiano alla campagna acquisti di Montepaschi, incassa i complimenti di Mussari per gli anni della sua gestione ai vertici di Confindustria.

Fonte:http://espresso.repubblica.it/ 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 dicembre 2007 )